di Carlo De Luca |
È difficile oggi per Napoli trovare un rapporto con l’architettura contemporanea dal momento che, da almeno quindici anni, non si registrano interventi significativi né diffusi sul territorio. Alle nuove scelte urbanistiche proposte per la città a partire dagli anni novanta, fino all’approvazione della Variante Generale al PRG del 2004, non è corrisposta un’analoga capacità di utilizzare l’architettura contemporanea nei processi di trasformazione urbana. Rispetto ai pochissimi concorsi di progettazione banditi in questi anni, di nessuno si è riusciti ad avviare un percorso di realizzazione, per varie ragioni: dagli intoppi amministrativi (il primo concorso internazionale per Bagnoli), ai veti incrociati (il concorso internazionale per il waterfront). Tuttavia qualcosa negli ultimi anni comincia a muoversi. Dopo cinque anni dall’approvazione della Variante, circa 25 Piani Urbanistici Attuativi, per la maggior parte d’iniziativa privata, sono attualmente all’esame dell’Amministrazione Comunale e riguardano aree distribuite su tutto il territorio, con le più diverse destinazioni d’uso: dai centri commerciali agli insediamenti direzionali, ai complessi residenziali, prevedendo sempre quote di attrezzature pubbliche. Tra questi è opportuno segnalare il PUA dell’ambito raffinerie del PRG, che comprende una parte consistente dell’area orientale della città, per circa mq 4.200.000, con un interessante progetto urbanistico coordinato da Carlo Gasparrini. C’è poi il caso di Bagnoli. Anche qui il primo Piano Urbanistico Esecutivo, come si chiamava allora, conferma nel 2000 le scelte già precedentemente definite dalla Variante per la zona occidentale: la riconversione ambientale dell’area con un grande parco urbano di quasi 200 ettari, la rimozione della colmata con il ripristino della linea di costa originaria e una fascia di spiaggia balneabile, attrezzature ricettive, quote di edilizia residenziale, la realizzazione di un porto-canale per 350 posti barca, un polo congressuale. Attualmente la Bagnoli Futura Spa, società di trasformazione urbana a prevalenza pubblica costituita nel 2002, gestisce il complesso processo di trasformazione dell’area compresa la bonifica preliminare dei suoli. Seguendo un lungo e accidentato percorso di continue verifiche e ripensamenti, il PUA vigente ha subito nel tempo alcune modifiche, come la discussione sulla rimozione della colmata (attualmente si dovrebbe effettuare) e al porto canale che sarà realizzato diversamente dalle previsioni iniziali, mentre altri interventi del programma sono andati avanti e oggi sono in fase di realizzazione. Qualche anno fa, dopo un primo concorso internazionale per il parco urbano, clamorosamente annullato, il secondo concorso ha premiato il progetto coordinato da Francesco Cellini. Attualmente sono in fase di costruzione tre progetti: la Porta del Parco, un centro integrato per i servizi al turismo con centro benessere, fitness, piscine, auditorium e spazi espositivi, con una variante successiva al progetto iniziale realizzata con la consulenza di Silvio d’Ascia; il Parco dello sport, un progetto di Pica Ciamarra Associati con lo studio Ferrara e Gnosis Architettura, che si presenta come un grande progetto di suolo, un segno forte che s’inserisce nel paesaggio recuperando il carattere morfologico dei luoghi; infine l’Acquario Tematico delle Tartarughe Marine, che riutilizza la struttura dell’impianto trattamento acque del Treno Laminazione Nastri. Sempre a Bagnoli, ma fuori dall’area d’intervento di Bagnoli Futura, è opportuno segnalare Corporea, il Museo del Corpo Umano di Pica Ciamarra Associati, un deciso intervento di architettura contemporanea in via di realizzazione che si affianca al complesso preesistente della Città della Scienza. Un altro capitolo importante è rappresentato dai progetti delle stazioni ferroviarie, le cosiddette “Stazioni dell’Architettura”, attraverso le quali il sistema infrastrutturale ferroviario restituisce in modo diffuso nuova qualità architettonica e urbana. La città è in questo momento un grande cantiere, con numerosi interventi già avviati, attraverso i quali non solo migliorerà complessivamente la mobilità ma, ci si augura, la qualità dello spazio pubblico della città. Gli interventi sono molteplici, con nomi importanti della scena nazionale e internazionale come Richard Rogers per la stazione di Capodichino, lo studio Miralles Tagliabue per la stazione Centro Direzionale, Alvaro Siza per la stazione Municipio, Massimiliano Fuksas per la stazione Duomo. Si assiste complessivamente ad una situazione in grande fermento, rispetto solo a qualche anno fa, con qualche perplessità su alcuni progetti e, in particolare, su quello affidato ad Anish Kapoor e Future System per la stazione Monte S.Angelo, in cui il carattere di univocità del manufatto trascende il significato architettonico dell’opera, spingendo all’estremo in questo caso, il concetto di stazione come opera d’arte in sé. Ma le perplessità maggiori riguardano le procedure adottate: qui come altrove nel nostro paese, questi grandi momenti di trasformazione urbana, sovente avviate, come in questo caso, senza nessun ricorso ai concorsi di progettazione, non rappresentano occasioni di crescita anche per le giovani generazioni di progettisti ma, in qualche modo continuano a perpetuare sempre e solo gli stessi nomi. Ciò rappresenta un’occasione mancata anche per la città stessa, per la sua storia. Da questo punto di vista tuttavia la prospettiva futura potrebbe essere più incoraggiante. In questi mesi si discute a Napoli di due grandi eventi: il Grande Programma per il Centro storico di Napoli – patrimonio Unesco e il Forum Universale delle Culture 2013. Il Programma per il Centro Storico propone una strategia d’intervento sulla parte storica della città che si compone di un lungo elenco di opere non riconducibili solo ad interventi di restauro e che potrebbero vedere impegnati centinaia di progettisti, attivando meccanismi concorsuali diffusi. Analogamente per il Forum delle Culture, un evento di portata mondiale la cui eccezionalità richiederà alla città uno sforzo di carattere trasformativo che metta in campo le migliori proposte. Siamo fiduciosi che queste nuove iniziative possano innescare circuiti virtuosi e nuove occasioni d’intervento sulla città. |
sabato 7 novembre 2009
Aspettando il forum 2013 e il programma per il centro storico
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